Euro parametri
Euro-Parametri Dominanti e Sensitivi su Paesi Vitali ed Equilibrati
Si trovano ancora testi di analisi dei dati che sostengono che per confrontare parametri basti standardizzarne i valori. Gli stessi testi propongono ottimi strumenti capaci di rendere conto di un test osservato su un collettivo di persone ben scelte, ma non sono in grado di proporre strumenti per studiare una singola persona mediante alcuni test scelti per bene. Questi due temi sono oggetto della presente nota. La scienza si dà un sacco di arie per avere ottimi strumenti per misurare i suoi test quando lo studio delle persone dovrebbe primeggiare. Si potrebbe pensare di perdonare la scienza dato che promette soltanto la corretta valutazione dei test e nulla sulle persone: ciò non è possibile perché le descrizioni dei parametri non sono valide se non tengono conto dei risultati sulle persone. Del resto, le persone vantano la precedenza visto che loro sono la situazione, il mondo reale. Persino Kendall e Stuart (vol. 1, p. 49, 1977) scrivono che la standardizzazione permette il raffronto di variabili quantitative rispetto a forma, asimmetria e altro, ma non riguardo a media e varianza. Va detto che locazione e dispersione meritano la precedenza sulla forma delle distribuzioni dei parametri e che, dopo aver standardizzato, pur pareggiando media e varianza, si può ricorrere a misure relative di posizione e dispersione, la prima mai proposta mentre la seconda non risulta affidabile. Nei metodi di confronto tra variabili stupisce l’assenza di condizioni. Infatti:
un parametro è importante per l’analisi se non esiste una variabile qualitativa altrettanto importante (nel qual caso, si potrà chiamare autonomo);
ha senso studiarne la distribuzione se il parametro ha un verso rispetto alla situazione (si potrà chiamare trasparente), (il verso assicura che il crescere del parametro abbia senso per l’analisi);
l’identico verso poi fa sì che le grandezze risultino correttamente appaiate;
l’identico verso dei parametri (concordanza) permette la sovrapponibilità delle distribuzioni.
Questa nota, calata nel contesto dei cinque euro-parametri economici Pil (PIL), Deficit (DEF), Debito (DEB), Inflazione (INF) e Occupazione (OCC), evidenzia principalmente:
I parametri che possono dirsi dominanti dal punto di vista del valore raggiunto;
I parametri sensitivi, capaci cioè di distinguere meglio le osservazioni dal punto di vista dell’andamento;
La vitalità dei 27 paesi come risposta ai parametri; e
L’equilibrio dei paesi nel rispondere ai parametri, che rappresentano i vari settori di analisi.
Si consideri che, in generale, un test (o un parametro), passando da una persona (unità) all’altra è sempre lo stesso, nel senso che rimane indenne, mentre invece la persona, passando da un test all’altro, pur essendo la stessa, presenta condizioni differenti. Non potendo rimediare si dovrà tenerne conto. Si propone perciò di operare sui contributi che i parametri apportano all’analisi (esaustività) e non sui valori zeta osservati. Pareggiando media e varianza la standardizzazione evita di valutare locazione e dispersione relative togliendo loro la precedenza rispetto ad altri aspetti.
In questa sede si sostiene che il confronto tra variabili è possibile quando esse rispettano, nell’ordine, le caratteristiche seguenti, ritenute capitali: 1) Autonomia; 2) Trasparenza; 3) Concordanza; 4) Esaustività e 5) Standardizzazione. In sostanza, per trattare i cinque euro-parametri sono:
Verificare l’autonomia dei parametri scoprendo che il DEF non è autonomo. Può essere sostituito con la distanza dal valore preferibile, si preferisce separare i paesi progressisti (DEF≤0) dagli altri chiamati conservatori;
Perciò si sdoppia l’analisi;
Si determina il verso dei parametri (trasparenza): i paesi progressisti presentano tre parametri buoni (con verso positivo): PIL, DEF, OCC; i conservatori ne hanno tre cattivi, DEF, DEB e INF leggibili come penalità;
Si raddrizzano (concordanza) i versi dei parametri cattivi (per convenzione) cambiandone il segno in modo che le penalità diventino meriti. I parametri così direzionati diventano interpretabili come miglioramenti;
Ora la standardizzazione, z (tavole 1 e 2), che rispetta le condizioni richieste per la standardizzazione alternativa proposta, produce valori, per così dire, con la tara, nel senso che solo una parte è utile all’analisi. Per rimediare occorre ricavare i contributi di ciascun parametro, c (dettagli in appendice);
I contributi sono confrontabili (esaustività);
Si considerano, dal lato dei parametri, i concetti di dominanza relativa (nel senso di valore raggiunto) e sensitività relativa (o vaglio, nel senso di capacità di distinguere le unità), utili a livello locale e misurabili rispettivamente con mediana (me) e sigma (d.s.) dei contributi, in grado di individuare, a livello centrale, gli interventi prioritari; dal lato dei paesi serve definirne vitalità, misurabile come somma (contributo complessivo) ed equilibrio dei contributi (come risposte ai cinque parametri), misurato con la deviazione standard (tavole 3 e 4);
A questo punto si ricavano i ranking di dominanza e sensitività dei parametri e, a seguire, i ranking di vitalità ed equilibrio dei paesi (in appendice si dimostrerà che la vitalità cattura il 100% delle variabilità di tutti i contributi).
7 — Dominanza e sensitività (parametri) — Vitalità ed equilibrio (paesi)
Dal lato dei parametri si usano la dominanza relativa (mediana dei contributi) e la sensitività relativa (deviazione standard dei contributi). Dal lato dei paesi si definiscono vitalità (somma dei contributi) ed equilibrio (deviazione standard dei contributi).
Notare che le sintesi dei parametri dipendono dal verso degli stessi e quelle dei contributi non hanno nulla da spartire con quelle dei parametri. Il seguito viene dedicato esclusivamente alle misure suggerite: dominanza, sensitività, vitalità ed equilibrio.
I valori, standardizzati nel modo proposto, indicherebbero (tavole 1 e 2) come dominanti i parametri INF e DEF per i paesi progressisti, precisamente:
PIL 12,4 IV
DEF 25,3 II
DEB 12,9 III
INF 38,7 I
OCC 11,6 V
e INF e DEB per i conservatori, con:
PIL 13,7 III
DEF 8,2 V
DEB 24,7 II
INF 41,8 I
OCC 11,6 IV
Tra i parametri sensitivi dei progressisti risulterebbero prevalenti INF e DEF, precisamente:
PIL 18,0 IV
DEF 21,8 II
DEB 20,0 III
INF 22,8 I
OCC 17,5 V
mentre i conservatori risponderebbero con PIL e DEB e, in dettaglio con:
PIL 24,1 I
DEF 16,5 V
DEB 20,5 II
INF 18,4 IV
OCC 20,5 III
Queste valutazioni sono da ritenere provvisorie dato che si ritengono preferibili gli apporti effettivi dei parametri all’analisi, denominati contributi. In questo modo viene esteso il confronto anche ai singoli paesi (Tavole 3 e 4 da contrapporre alle tavole 1 e 2). Si notino i contributi, questi sì, dominanti DEF e OCC (anziché INF e DEF), per i paesi progressisti tra:
PIL 10,3 V
DEF 31,8 I
DEB 18 III
INF 17,6 IV
OCC 22,3 II
mentre vengono confermati INF e DEB per i conservatori, con:
PIL 13,5 III
DEF 8,1 V
DEB 24,6 II
INF 42 I
OCC 11,6 IV
Considerando la sensitività dei contributi dei progressisti prevalgono PIL e DEB (anziché INF e DEF), in dettaglio:
PIL 22,5 I
DEF 19,6 IV
DEB 22 II
INF 19,8 III
OCC 16,3 V
mentre i conservatori rispondono con DEB e PIL (piuttosto che PIL e DEB), con la sequenza:
PIL 24,2 II
DEF 20,4 III
DEB 26,1 I
INF 11 V
OCC 18,3 IV
I paesi progressisti più vitali risultano ReUn, FR e POR, mentre i conservatori sono LU, IR e PaBa. I progressisti più equilibrati sono FR, ReCe e Slova; i conservatori sono EST, SP e SV.
Questi risultati indicano che il presente approccio cambierebbe radicalmente le linee di gestione sia a livello euro che dei singoli paesi. Infatti, nelle tavole 3 e 4, si possono confrontare nel dettaglio i contributi dei parametri di ogni paese progressista, dove risulterebbero principalmente dominanti, perciò prioritari (permettete l’uso delle sigle dei paesi): il PIL per PO/RO e Slova, nell’ordine; il DEF per ReCe/BE e AU; il DEB per IT/GR e POR; l’INF per UN e LIT; l’OCC per MA/FR e ReUn; mentre per i conservatori risulterebbe il PIL per PO/RO e Slova, nell’ordine; il DEF per ReCe/BE e AU; il DEB per IT/GR e POR; l’INF per UN e LIT; l’OCC per MA/ReUn e FR (cosa che le tavole 1 e 2 non sono in grado di produrre). Il ranking dei paesi rispetto alla loro vitalità (tavole 3 e 4) è guidato da FR/ReUn/GR e AU, mentre rispetto all’equilibrio tra settori da FR/ReCe/Slova e POR. Il ranking di vitalità per i paesi conservatori è guidato da LU/IR e PaBa, e il ranking dell’equilibrio tra settori guidato da FR/ReCe/Slova e POR. Infine le tavole 5 e 6 presentano le ripartizioni degli interventi con le rispettive entità (dettagli in appendice). Le precedenze (tavola 5) degli interventi sul PIL spetterebbero a Slova e PO; sul DEF le quote maggiori andrebbero a AU/GE e BE; al DEB dovrebbero riferirsi GR/POR e IT; all’INF spetterebbe UN; infine l’OCC toccherebbe al ReUn. Alle priorità sul PIL (tavola 6) sarebbero chiamate EST/Slove e BU; al DEF dovrebbero intervenire FI e SV; al DEB potrebbero rimediare PaBa e CI; l’INF spetterebbe a LU e LET; infine l’OCC toccherebbe alla SP.
In conclusione si può dire che, nel caso considerato, gli euro-parametri dominanti sono Deficit e Occupazione per i paesi progressisti; Inflazione e Debito per i conservatori, mentre quelli sensitivi sono PIL e Debito per i progressisti, Debito e PIL per i conservatori. Il che significa che i paesi progressisti dovrebbero promuovere PIL e Inflazione, nell’ordine; ai conservatori spetta di migliorare Deficit e Occupazione, nell’ordine indicato. I paesi progressisti più vitali risultano Regno Unito, Francia e Portogallo, mentre i conservatori più vitali sono Lussemburgo, Irlanda e Paesi Bassi. I progressisti più equilibrati risultano Francia, Repubblica Ceca e Slovacchia; i conservatori sono Estonia, Spagna e Svezia. Questo significa che i paesi progressisti che andrebbero sollecitati e aiutati a migliorare la loro vitalità sono Lituania, Romania e Polonia, mentre quelli che dovrebbero migliorare l’equilibrio sono Ungheria, Romania e Lituania; i conservatori con vitalità da promuovere sono invece Cipro, Finlandia e Spagna, mentre con equilibrio scarso sono Lussemburgo, Paesi Bassi e Lettonia. In particolare l’Italia come vitalità risulta undicesima (su 15 paesi progressisti) e sesta come equilibrio.
Allegato: Tavole
Tavola 1 — Progressisti (z standardizzati)
AUSTRIA (AU)
1,39
1,20
-0,13
0,41
1,39
BELGO (BE)
1,18
1,28
**-**1,05
0,62
-0,26
FRANCIA (FR)
0,84
-0,56
-0,30
0,73
1,20
GERMAN. (GE)
1,05
-1,36
-0,34
0,35
1,04
GRECIA (GR)
0,31
-1,18
-1,45
-0,02
-0,36
ITALIA (IT)
0,55
0,36
-1,78
0,52
-0,84
LITUANIA (LIT)
-1,01
0,59
1,46
**-**1,53
0,25
MALTA (MA)
-0,33
0,13
-0,23
1,21
-1,56
POLONIA (PO)
-1,25
-0,03
0,41
0,19
-1,13
PORTOGAL. (POR)
-0,39
-0,49
-0,29
0,30
0,76
REG. UNI. (ReUn)
1,21
-0,64
0,44
0,35
1,41
REP. CECA (ReCe)
-0,24
0,74
1,01
-0,02
0,46
ROMANIA (RO)
-1,66
-0,49
1,61
-1,04
-0,82
SLOVAC. (Slova)
-0,73
0,05
1,00
0,57
-0,48
UNGERIA (UN)
-0,90
-2,33
-0,37
-2,65
-1,08
Dominanza parametri
-0,24
0,05
-0,23
0,35
-0,26
“ %
12,4
25,3
12,9
38,7
11,6
Interventi %
26,0 II
12,9 IV
25,1 III
8,4 V
27,7 I
Sensitività parametri
3,05 IV
3,69 II
3,39 III
3,86 I
2,97 V
Interventi %
18,0
21,8
20,0
22,8
17,5
Tavola 2 — Conservatori (z standardizzati)
BULGARIA (BU)
1,30
1,10
0,55
-1,37
-1,71
CIPRO (CI)
-0,38
-0,66
-1,91
0,56
0,31
DANIMAR. (DA)
0,32
-1,39
0,08
0,74
1,64
ESTONIA (EST)
-0,71
-0,26
1,44
-1,04
-0,03
FINLANDIA (FI)
0,05
-1,60
-0,46
0,78
0,16
IRLANDA (IR)
0,64
1,04
0,16
0,32
-0,10
LETTONIA (LET)
-0,94
1,10
1,07
-2,25
-0,27
LUSSEMB. (LU)
2,64
-0,51
1,22
0,39
-1,16
PAES. BASSI (PaBa)
0,31
0,99
-1,09
0,78
1,40
SLOVEN. (Slove)
-0,41
0,89
0,24
-0,01
-0,38
SPAGNA (SP)
-0,13
0,01
-0,52
0,36
-0,86
SVEZIA (SV)
0,16
-0,72
-0,78
-0,74
1,01
Dominanza parametri
-0,04
-0,12
0,12
0,37
-0,07
” %
13,7
8,2
24,7
41,8
11,6
Interventi %
21,2 III
34,4 I
11,6 IV
7,0 V
24,9 II
Sensitività Parametri
3,93 I
2,69 V
3,34 III
3,03 IV
3,34 II
Interventi %
24,1
16,5
20,5
18,4
20,5
Tavola 3 — Contributi Progressisti
AUSTRIA
1,39 V
-0,66 I
0,45 IV
-0,48 II
0,10 III
0,80 (5)
0,82 (12)
BELGO
1,18 V
-0,82 I
-0,65 II
-0,43 IV
-0,62 III
-1,33 (12)
0,82 (11)
FRANCIA
0,84 IV
0,89 V
0,48 II
0,69 III
0,45 I
3,35 (2)
0,20 (1)
GERMANIA
1,05
-0,95 I
-0,06 III
-0,56 II
0,31 IV
-0,21 (8)
0,77 (8)
GRECIA
0,31 V
1,30 V
-0,84 I
0,11 III
0,16 IV
1,45 (4)
0,76 (7)
ITALIA
0,55 V
-0,15 II
-1,51 I
-0,12 III
-0,09 IV
-1,32 (11)
0,76 (6)
LITUANIA
-1,01 II
0,55 V
0,55 IV
-1,23 I
0,29 III
-2,39 (15)
0,83 (13)
MALTA
-0,33 III
-0,26 IV
-0,51 II
1,20 V
-0,86 I
-0,76 (9)
0,79 (10)
POLONIA
-1,25 I
0,03 IV
-0,41 III
0,19 V
-1,13 II
-1,53 (13)
0,78 (9)
PORTOGALLO
-0,39 II
0,34 III
-0,40 I
0,55 IV
1,39 V
1,48 (3)
0,74 (4)
REGNO UNITO
1,21 IV
1,11 III
1,51 V
0,40 II
-0,36 I
3,87 (1)
0,75 (5)
REPUB. CECA
-0,24 II
-0,84 I
0,59 V
-0,07 III
0,12 IV
-0,44 (8)
0,52 (2)
ROMANIA
-1,66 I
-0,16 III
0,60 V
-0,09 IV
-0,24 II
-1,55 (14)
0,83 (14)
SLOVACCHIA
-0,73 I
-0,34 II
0,47 IV
0,93 V
-0,28 III
0,06 (6)
0,67 (3)
UNGERIA
-0,90 II
1,98 V
-0,22 IV
-1,51 I
-0,40 III
-1,06 (10)
1,32 (15)
Dominanza (me)
-0,24
0,26
-0,06
-0,07
0,04
“ %
10,3 V
31,8 I
18,0 III
17,6 IV
22,3 II
Interventi %
33,9 I
10,8 V
19,6 III
19,9 II
15,7 IV
Sensitività (d.s.)
1
0,85
0,57
0,58
0,28
Interventi %
22,5 I
19,6 IV
22,0 II
19,8 III
16,3 V
Tavola 4 — Contributi Conservatori
BULGARIA
-1,30 I
0,73 V
0,44 IV
-0,06 III
-1,17 II
-1,36 (9)
0,92 (9)
CIPRO
-0,38 IV
-0,77 II
-1,68 I
-0,59 III
-0,31 V
-3,73 (12)
0,55 (6)
DANIMARCA
0,12 II
-1,35 I
0,43 IV
0,38 III
1,05 V
0,69 (6)
0,89 (8)
ESTONIA
-0,77 I
0,47 II
1,61 V
0,20 III
0,34 IV
1,25 (4)
0,38 (1)
FINLANDIA
0,05 IV
-1,58 I
-0,03 III
0,07 V
-0,52 II
-2,01 (11)
0,70 (7)
IRLANDA
0,64 IV
1,23 V
-0,21 I
0,33 III
0,08 II
2,07 (2)
0,55 (5)
LETTONIA
-0,94 I
0,83 III
0,91 IV
-0,81 II
0,94 V
0,93 (5)
0,97 (10)
LUSSEMBURGO
2,64 V
0,24 III
0,99 IV
-0,87 I
-0,52 II
2,48 (1)
1,40 (12)
PAESI BASSI
0,31 III
1,08 IV
-1,40 I
0,18 II
1,14 V
1,31 (3)
1,03 (11)
SLOVENIA
-0,41 I
0,77 V
0,06 III
0,58 IV
-0,39 II
0,61 (7)
0,54 (4)
SPAGNA
-0,13 III
-0,03 IV
-0,51 II
0,09 V
-1,13 I
-1,71 (10)
0,49 (2)
SVEZIA
0,16 IV
-0,68 I
-0,60 II
0,00 III
0,50 V
-0,62 (8)
0,51 (3)
Dominanza (me)
-0,04
0,10
0,01
-0,08
-0,12
“ %
13,6 III
8,1 V
24,6 II
42,0 I
11,6 IV
Interventi %
18,7 III
31,8 I
23,4 II
15 IV
11,2 V
Sensitività (d.s.)
1
0,96
0,96
0,41
0,80
Interventi %
24,2 I
23,2 II
23,2 III
9,9 V
19,4 IV
Ripartizione interventi
Tavola 5 — % Progressisti (i%)
AUSTRIA
8,5 V
34,9 I
13,0 IV
27,4 II
16,3 III
BELGO
8,1 V
27,8 I
23,0 II
18,8 IV
22,3 III
FRANCIA
17,8 V
17,3 IV
22,5 II
19,5 III
23,0 I
GERMAN.
10,8 V
33,6 I
17,3 III
23,8 II
14,5 IV
GRECIA
16 IV
10,7 V
38,1 I
17,8 II
17,4 III
ITALIA
14,2 V
17,6 II
33,6 I
17,5 III
17,3 IV
LITUANIA
24 II
23,6 III
11,5 V
28,3 I
12,7 IV
MALTA
19,3 III
18,3 IV
22,1 II
9,2 V
31,1 I
POLONIA
30,3 I
15,0 III
13,0 V
14,1 IV
27,7 II
PORTOG.
34,7 II
12,6 III
35,7 I
10,6 IV
6,5 V
RE. UNITO
10 IV
10,6 III
8,6 V
17,3 II
53,6 I
RE. CECA
19,8 II
34 I
12,6 V
17,8 III
15,9 IV
ROMANIA
33,3 I
17,5 III
14,1 V
17,1 IV
18,0 II
SLOVAC.A
33,9 I
22,0 II
12,8 IV
10,3 V
21,0 III
UNGERIA
22,8 II
9,7 V
17,2 IV
31,9 I
18,4 III
Tavola 6 — % Conservatori (i%)
BULGARIA
30,9 I
12,9 V
13,2 IV
15,8 III
28,1 II
CIPRO
16,7 IV
19,3 II
28,7 I
18,0 III
16,3 V
DANIM.
17,7 II
36,9 I
15,9 IV
16,2 III
13,3 V
ESTONIA
40,3 I
15,4 IV
9,9 V
17,9 II
16,5 III
FINLAN.
16,0 IV
32,4 I
16,4 III
15,9 V
19,4 II
IRLANDA
9,8 IV
6,3 V
49,4 I
13,8 III
20,8 II
LETTONIA
34,6 I
12,0 III
11,6 IV
30,3 II
11,5 V
LUSSEMB.
7,4 V
16,5 III
12,0 IV
17,4 I
26,7 II
PA. BASSI
17,1 III
13,7 IV
37,9 I
17,8 II
13,5 V
SLOVENIA
33,7 I
8,7 V
15,7 III
9,9 IV
32,1 II
SPAGNA
16,8 III
16,0 IV
20,4 II
15,2 V
31,6 I
SVEZIA
14,0 IV
31,2 I
27,9 II
15,6 III
11,4 V
(Nota: le tavole ed i numeri sono riportati così come nell’originale. Eventuali dettagli metodologici e dimostrazioni sono indicati nell’appendice dell’analisi originale.)
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